Curriculum: risolviamo le sette domande più frequenti

In un periodo come questo, in cui la ricerca di lavoro è sempre più complessa, è facile avere dubbi su come scrivere e presentare il proprio curriculum. Proviamo a sciogliere i sette più comuni!

Bisogna includere la propria foto nel Curriculum?
In questo caso, l’uso varia molto in base alla nazione dove si sta cercando lavoro, ma raramente la fotografia è un obbligo. Tuttavia, naturalmente, occorre anche un po’ di buonsenso: se ci si sta proponendo per un lavoro di forte contatto con il pubblico, includere una propria foto sarà una buona idea, perché la capacità di presentarsi in maniera rassicurante e pulita sarà sicuramente un requisito fondamentale.

Quanto deve andare indietro nel passato il Curriculum?

Una buona norma è di spingersi, al massimo, a una decina, massimo a quindici anni prima: andare oltre, generalmente, non è utile. Tuttavia, anche qui, usiamo il buonsenso: se scavando nel passato più remoto emerge una posizione che abbiamo già ricoperto e che è affine, o identica, a quella per cui ci proponiamo, allora è un’ottima idea evidenziarla. Stiamo però attenti a non sottolineare posizioni ricoperte troppo tempo fa, specie nei campi in cui l’obsolescenza è molto rapida: esserci occupati di informatica 15 anni fa, e poi mai più, non significa in alcun modo essere preparati per farlo ora.

Bisogna includere una lettera di presentazione col curriculum?

Per una volta, una risposta chiara e decisa: sì, assolutamente sì, sempre e comunque sì, che sia richiesta oppure no. Senza una presentazione, un curriculum è una serie di dati, che si perde con estrema facilità fra migliaia di altre simili.

Come possiamo far risaltare davvero il nostro curriculum?

Qui conviene usare un piccolo trucco di comunicazione: invece di dare una lista di lavori svolti, presentiamo una lista dei risultati eccellenti che abbiamo avuto. Non siamo stati capi ufficio: abbiamo guidato una squadra di cinque persone, innalzando il risultato finale dell’anno del 3% rispetto al precedente, per esempio. Non improvvisiamo, e includiamo sempre dati reali.

Quanto dev’essere lungo il curriculum?

Non esiste una regola precisa e universale per stabilire quanto un curriculum debba essere lungo, ma la soglia delle due pagine – soprattutto per uno studente alla ricerca di un primo lavoro, o per un professionista a inizio carriera – dovrebbe essere assolutamente sufficiente. Per un professionista di più vecchia data può essere utile una pagina in più, ma andare oltre è ben di rado utile.

Dovrei parlare di hobby ed interessi personali nel curriculum?

Dipende. Sono in qualche misura o modo rilevanti rispetto alla posizione lavorativa per cui vi proponete? In tal caso, sì: per una posizione di editor, l’hobby della lettura è un plus. Ma se vi presentate come operaio specializzato, ha ben poco interesse che vi piaccia sciare: il curriculum non serve a parlare di voi, ma a spiegare perché siete qualificati per una posizione lavorativa.

Dovrei includere il mio stato civile nel curriculum?
Assolutamente no: così come la data di nascita, la religione, o tutte le altre informazioni personali, questi dati non hanno e non devono avere spazio sul curriculum, dato che comunque per il datore di lavoro sarebbe illegale usarli per decidere. Includete invece, sempre, più modi di contattarvi – come minimo, e-mail e numero di telefono. Se avete un profilo su un social network professionale, come LinkedIn, includetelo assolutamente: sarà un punto a favore.

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