L’uomo e l’assenza

L’uomo e l’assenza

Ogni qualvolta mi ritrovo a pensare al violento impatto che la morte di un caro ha nella vita di tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato, quasi immediatamente rifletto su ciò che costituisce il rito funebre e quindi il modo attraverso cui l’uomo affronta la ‘’misteriosa presenza’’ dell’assenza.
Il rito funebre sembra quasi essere nato con l’uomo, appare come un’esigenza, un bisogno da soddisfare a tutti i costi e per questo è impossibile non fare riferimento ai greci e al loro modo di conferire eternità ai cari dando vita a vere e proprie tradizioni come il corredo ed il banchetto funebre.

Il corredo funebre

La maggior parte degli oggetti che riempiono le sale dei musei archeologici occidentali deriva da scavi di tombe di cui costituiscono i corredi funebri: l’analisi di questi siti, unitamente al confronto con le testimonianze letterarie della lirica o della poesia epica, ha permesso di delineare gli usi e costumi delle diverse città greche così come si evolsero nel corso del tempo.
L’esistenza del corredo funerario appare connaturata all’idea stessa di funerale, sembra infatti quasi impossibili prescindere la tomba di un proprio caro da oggetti che lo ricordano e che lo hanno riguardato nella sua vita.
Anticamente si credeva infatti che questi oggetti sarebbero serviti ancora al defunto nella sua vita ultraterrena oltre che ad indicare immediatamente l’identità del defunto e il suo ruolo sociale.
Oggi non vi è più questa credenza, tuttavia non si è smesso di portare degli oggetti, oltre i classici fiori, alle tombe dei propri cari, nella fattispecie quando si tratta di bambini, come se poggiare un gioco sulla fredda tomba possa in qualche modo riscaldarla, renderla più accogliente, più personale.

Il banchetto funebre

Un’altra usanza imprescindibile dal rito funebre era il banchetto e spesso gli oggetti utilizzati durante tale consumazione venivano poi sepolti vicino il defunto, in una fossa separata, come a conferire maggiore sacralità al gesto.
Converremo tutti che, seppur in misura differente di luogo in luogo, anche oggi viene rispettata questa tradizione, il banchetto rimane infatti l’epilogo del rito e serve a cementare il rapporto tra chi vi partecipa ribadendo ancora una volta l’importanza dell’unione nel ricordo di chi è morto.
Non aver abbandonato il ‘’culto dei morti’’ determina una particolare attenzione per tutti coloro che, prima o poi nella vita, avranno a che fare con l’organizzazione di un funerale e per questo ritengo sia giusto affidarsi ad agenzie competenti per i servizi funebri, anche nelle grandi città come Roma ed è per questo che consiglio la Cattolica San Lorenzo.
 

 

 

wrote byRedapost
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